Sposarsi in Sicilia. Wedding in Noto

febbraio 19th, 20115:45 pm @ fiocchidiriso


Noto

L’11 gennaio 1693 alle ore 21 l’intero Val di Noto fu sconvolto da un terribile terremoto che distrusse ben 35 centri, di cui 10 città demaiali e 25 paesi feudali. Noto antica fu rasa al suolo in pochissimi secondi. Non tutti gli edifici crollarono, rimasero in piedi alcuni edifici religiosi e buona parte delle fortificazioni. La notizia giunse a Palermo ove il vicerè nominò il Vicario Generale per il Val di Noto il duca di Camastra alle cui dipendenze fu affidato l’architetto militare Grunemberg. In 14 giorni il Vicario si rese conto che la ricostruzione sull’Alveria era impossibile era necessario individuare un altro sito l’attuale collocazione geografica di Noto.
Grazie alle pressioni della famiglia nobiliare dei Landolina si disegnò la pianta della nuova città ed attribuire i lotti secondo criteri che privilegiarono le famiglie nobiliari e gli ordini religiosi afferamndo ancora una volta il loro prestigio.
La nuova Noto assume rapidamente l’attuale fisionomia, contrapponendo l’opulenza di chiese,conventi e Palazzi nobiliari, i vicoli tortuosi dei quartieripopolari ai margini delcentro storico. In pochi anni la città assiste impotente alla nascita di due paesi feudli che di distaccarono dalla giurisdizione di Noto: Rosolini e Pachino. Fu una perdita grave in termini di prestigio e di richezza. La Noto di oggi è frutto dell’impegno di ben tre generazioni di netini, guidati da una schiera di architetti e capimastri locali: da Rosario Gagliardi, A Sinatra, Labisi, a Mazza) Essi, pur rimanendo fedeli ai canoni barocchi, creano uno stile tutto particolare, fondendo elementi rinascimentali, spagnoli e neoclassici il tutto armonicamente distribuito. Le famiglie nobiliari riacquistono importanza. Sono i Landolina, i Di Lorenzo, glim Impellizzeri e i Rau che ottengono titoli e ricoprono cariche pubbliche. Il clero e gli ordini religiosi ritornano ad essere fiorenti ad eccezione dei Gesuiti e degli Eremi che furono espulsi dalla dominazione francese. Rifiorisce oltre all’architettura la pittura. Riprende la vita culturale. Agli inizi dell’ 800 la città è stata tutta ricostruita. Non esiste ancora l’ultima parte del corso, Con la Porta Reale e i giardini Pubblici. Le scalee della Chiesa Madre e di San Francesco sono meno maestose per mancanza di rampe

Oggi Noto è “un libro vivente”. E’ un giardino di pietra ove ad ogni angolo è dato incontrare capitelli, fregi barocchi, chiese e palazzi nobiliari. .

La città recentemente insignita dall’UNESCO del titolo di “patrimonio culturale dell’umanità” rappresenta l’emblema della ricchezza e dello sfarzo nell’epoca barocca in Sicilia. .

Sparsi per il territorio troviamo santuari, rovine di antiche città: Eloro, Noto Antica. Per non parlare delle magnifiche spiagge e l’Oasi di Vendicari, riserva naturale. Tranquillità, clima mite, lunghi e corti sentieri di montagna, i borghi antichi e medievali , i ruderi di castelli, le grotte scavate nella viva roccia, le chiese ed i conventi sono meraviglie senza eguali.

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